Progetto
DORIAN GRAY


Prima sessione 4 - 15 ottobre 2008


STAGE Theatre Contact

condotto da Manuela Ruggiero

 

Il progetto “Dorian Gray” di Oscar Wilde si sviluppa attraverso 3 sessioni di lavoro intensive.
Ogni sessione è composta da uno stage durante il weekend seguito da una/due settimane di lezioni serali. L’ultima sessione prevede un periodo di lavoro intensivo quotidiano di due settimane (compresi i due weekend) e una “messa in scena” finale in teatro.

WHERE IS THE WONDERFUL LIFE?

Non c’è nulla che voi non possiate ottenere, con la vostra straordinaria bellezza.”

Scoprire, conoscere ed entrare nel mondo e nel tempo di Dorian Gray e di Oscar Wilde.
Un mondo che ricerca bellezza e perfezione nell’arte, che rifiuta e nasconde bruttezza e vecchiaia, che rovescia il principio “l’arte imita la vita” nel nuovo editto “la vita imita l’arte” portando la vita ad un prodotto e un risultato dell’arte, dominata dai sensi e dall’estetismo.

“…Spogliami Dorian di queste ipocrisie e portami con te nella terra dei tuoi segreti. Ora che so che esisti la volgarità del mondo potrebbe uccidermi… A proposito ti sono piaciute le scarpe che avevo ieri sera alla festa? Un po’ appariscenti, è vero, ma non ho saputo rinunciare alla novità del coccodrillo e alla lucentezza della pelle che si specchia nella fibbia d’argento…”

Una breve panoramica e ricerca sullo stile di vita durante la “mediocre” epoca vittoriana (e i suoi tabù), sulla reazione ad essa verso l’esotismo (Kipling, Stevenson), sull’eleganza di fine ‘800 inizi ‘900, sulla Nouvelle Vague (per la sua libertà d’espressione). Una ricerca accurata di eleganti pitture, immagini, fotografie, oggetti preziosi, vestiti, scarpe, bicchieri, cibi, vini, profumi ma anche canzoni, poesie, musiche, aiuterà l’attore ad immergersi “realmente” nel mondo di Dorian. Dall’impressionismo al simbolismo, da Van Gogh a Francis Bacon, da Shakespeare e i suoi versi di immortale bellezza a Edgar Allan Poe, Doyle, Balzac e Bourges, l’elegiaca grazia dei versi squisitamente armoniosi di Tennyson a Yats ed Eliot, dalla perfezione della nona di Beethoven alle delicate canzoni francesi…

L’attore dovrà scegliere il suo personaggio (chi sei?Sei dentro o fuori la storia? Sei un narratore sopra le parti o agisci in prima persona?),deve scegliere la sua “estetica”(come appari? Come cammini? Come ti comporti? Con chi interagisci?), deve portare oggetti (tutti quelli suggeriti dal libro e dalla ricerca qui sopra elencata e secondo il gusto del suo personaggio), costumi, cibi. Deve poi preparare brevi versi o monologhi (anche da “Il ritratto di Dorian Gray”), canzoni, musiche (da suonare o da ascoltare). L’attore dovrà proporre il proprio “bello” che diventerà il proprio “peccato”, dovrà ricercare il piacere materiale e del sofisticato, dovrà lasciarsi andare al vizio e ai sensi, dovrà sedurre, conquistare e contemporaneamente godere lui stesso della sua esperienza estetica che non sempre si rivela giusta e retta. Il prezzo da pagare per mantenere uno stile di vita, disinibito e dissoluto, rivolto alla ricerca del piacere e del puro edonismo, è la corruzione della propria dell’anima: “…Niente ti rende così vanitoso come sentirti dare del peccatore…”

Una ricetta del buon Henry:
Saltimbocca alla giovinezza Prendete un errore commesso in gioventù, il più grosso se vi è possibile.
Ripulitelo a dovere dalle ragnatele del tempo e mettetelo a bagnomaria nell’acqua bollente delle vostre intenzioni.
Quindi scolatelo, apritelo verificando che ogni sua parte, anche se recondita, abbia assunto la giusta doratura.
Soffriggete l’errore con delicate sfrenatezze protese di piacere, di profum vermiglio, ma state bene attenti a non lasciare che la doratura delle perversioni bruci l’incanto bensì imburrate a dovere la superficie cosicchè il peccato non risulti stopposo. Lussuria…quanto basta.
Guarnite infine con sentite condoglianze evitando accuratamente il rimorso.
P.S. Si ricorda che il peccato è gradito anche freddo