GHIGNO MALIGNO:
“IL PECCATO NON SI PUO’ NASCONDERE”
“…ti seguirò tra le fiamme dell’inferno…trascinami nel labirinto del vizio… lungo le spirali del peccato…
la mia vita senza di te è come una chiesa che Dio ha smesso di visitare”
Trasformata in un mostro di bruttezza da vizi, nefandezze e vergognosa condotta, l’anima viene accuratamente nascosta per occultare a se stessi e agli altri il proprio livello di depravazione.
“Ora avrebbe coperto una cosa che aveva una putredine propria, più decomposta di un cadavere – che avrebbe nutrito orrori, e non sarebbe mai morta. Quello che i vermi sono per il cadavere, i suoi peccati sarebbero stati per l’immagine dipinta sulla tela. Avrebbero invaso la sua bellezza, e ne avrebbero divorato la grazia. L’avrebbero deturpata, e resa ripugnante. Tuttavia la materia avrebbe continuato a vivere. Sarebbe vissuta in eterno”.
La corruzione , il disfacimento degli ideali (Dorian è un grande idealista), la depravazione, la delusione (Sibil recita senz’arte “Come ho recitato male stasera” e Dorian: “Orribilmente… è stata una cosa tremenda!”) La morte spirituale di Sibil segna l’inizio del disfacimento di Dorian. L’alto tradimento nei confronti dell’arte (Sibil ha rovinato i versi di Shakespeare) porta Dorian a compiere nequizie d’ogni genere, fino al crimine. Alla resa dei conti il creatore della sua eterna bellezza è il colpevole della sua depravazione (Basil il pittore, il fotografo, il regista, lo scultore…) e per questo deve morire. La dissoluzione del corpo di Basil è la dissoluzione dell’anima di Dorian. L’orrenda visione del ghigno malefico della sua anima gli fa compiere inconsapevolmente l’ultimo, definitivo, omicidio…quello contro se stesso.
In questa seconda sessione il brutto diventa la vera espressione dell’arte.
La ricerca dell’attore si sposta verso l’orrenda, deforme, agghiacciante visione della bruttezza.
Dall’espressionismo al simbolismo in tutte le loro forme d’arte (pittura, cinema musica…), dal “Gabinetto del dottor Caligari” a tutto Murnau, da Munch a Van Gogh e Chagall, da Rachmaninov a Procof’ev…
