THEATRE PHYSICAL CONTACT IMPROVISATION
INTRODUZIONE
Entrare per la prima volta in uno spazio teatrale, come protagonista e non come spettatore, dà sicuramente forti emozioni!
Chissà per quanto tempo è stato il nostro sogno… il nostro intimo desiderio…ma molto spesso accade che quando arriviamo lì la gioia si mescola alla paura e all’imbarazzo nel dover affrontare un viaggio così intimo davanti a sconosciuti.
E’ per questo che affido al “physical contact” le presentazioni! Abbiamo così la possibilità di trovare più facilmente il coraggio di spogliarci dalle maschere che quotidianamente indossiamo per protezione e di mettere a nudo la nostra parte intima.
Per catturare l’anima di un testo e dei suoi personaggi e per dare credibilità ed essenzialità alla loro rappresentazione in forma sia danzata sia realistica unisco la tecnica del physical contact improvisation con il training sulla “costruzione del personaggio”
Grazie al “physical contact improvisation” siamo in grado fisicamente di costruire il “personaggio” e di farlo interagire a livello emozionale con gli altri personaggi.
Grazie alla “costruzione del personaggio”, che si sviluppa attraverso lo studio del cerchio neutro e del cerchio in personaggio (seguendo la metodologia del regista belga Thierry Salmon), approfondiamo un processo drammatico trasformando le parole del testo in azioni fisiche essenziali.
Sia il Physical Contact Improvisation, sia la metodologia di Thierry Salmon danno all’attore gli strumenti per lasciarsi andare. Così “protetto” si addentra nel suo profondo, cerca la condizione di fragilità massima (nel cerchio neutro) che gli permette di cambiare da dentro di sé, si svuota da sè per consentire alla nuova figura di nascere “libera”. Questo nuovo essere, questo personaggio che abita il palco e che dà vita allo spettacolo sta in scena senza fare, non ha più bisogno di fare per far vedere, perchè lui è!
THE PHYSICAL CONTACT IMPROVISATION
Il “physical contact improvisation” è un genere di danza basata sui principi fisici, dinamici ed emozionali del “tocco”, dello scambio di peso, dello slancio,del seguire il movimento partendo dal punto di contatto tra due o più corpi. Questa forma di danza nasce agli inizi degli anni ’70 negli Stati Uniti dal lavoro di Steve Paxton che, insieme a un gruppo di giovani danzatori, indagava sulle possibilità espressive del corpo al di fuori di schemi codificati. E’ proprio partendo dal ricercare potenzialità espressive di corpi che entrano in contatto sfidando la forza di gravità, che il Physical Contact diventa il punto di forza del training di preparazione alla costruzione del personaggio. Per il suo forte impatto emozionale su chi lo pratica e su chi lo guarda e per la veloce realizzazione in forma piacevole e leggera, il contact dà al danz-attore la sensazione di essere protetto in un morbido e caldo ventre materno. In questo luogo “amniotico” l’allievo ha la possibilità di usufruire di una “griglia di sicurezza”, può spingersi oltre i propri limiti fisici, può sbloccare i suoi canali emozionali ed entrare in quella sfera di sentimenti nascosti nel proprio profondo.
Inoltre il Physical Contact Improvisation aiuta a migliorare il sistema percettivo, l’ascolto, le capacità relazionali e la consapevolezza di sé, qualità indispensabili per chi, come l’ attore, deve dare vita sulla scena ad una nuova “figura” fatta di un’altra anima, di un altro corpo e di altri sentimenti.
GLI OBIETTIVI
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raggiungere la “verità” in un teatro fisico e di immagine
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ricercare credibilità, istintività e semplicità nell’azione
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generare un movimento naturale ,bello ed essenziale, che non sia faticoso, nè forzato nè affrettato.
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creare sulla scena immagini emozionanti
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unire armonicamente le arti della danza, della recitazione e della musica
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Far ritrovare all’attore la sua anima, la sua mente e il suo corpo al loro primitivo stato di istintiva saggezza
MANUELA RUGGIERO
